LE ORIGINI DEI CAPENATI
Le origini di Capena risalgono al IX seolo a.C.
Il territorio dell' antica Capena era situato sulla sponda destra del tevere, questo era composto dagli attuali comuni di Capena , Fiano Romano, Morlupo, Civitella San Paolo, Nazzano, Ponzano Romano, Filacciano, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, S. Oreste, Castelnuovo di Porto e Riano.
Determinante per la sua formazione più antica fu la vicinanza con il Tevere, importante via di traffico che dall’Adriatico centro-orientale, attraverso il Piceno e la Sabina, giungeva al Tirreno, permettendo numerosi scambi economici e culturali fino dall’Età del Bronzo.
I principali centri abitati della zona erano: Capena, sul colle della Civitucola o Castellaccio che si trova a 3 km dell'attuale centro, il Lucus Feroniae, importante centro di culto e commercio e la città di Saperna, di cui non è ancora certa l’esatta ubicazione.
Nel 387 a.C. furono iscritti alla tribù Stellatina e Capena fu eretta a Municipio Federato. Durante il periodo repubblicano romano, l'Ager Capenas continuò a prosperare, e innumerevoli ville, fattorie e aziende agricole sorsero nel suo territorio: nelle campagne come vedremo, affiorano un po' dovunque antichi cunicoli, pozzi e cisterne, strutture murarie rustiche, affreschi, che testimoniano l'intensità di queste abitazioni isolate ed il livello tecnico raggiunto per lo sfruttamento delle risorse agro-pastorali della zona.
Da alcune fonti antiche però, risulta che un altro centro religioso si trovava anche sul monte Soratte, al confine con il territorio falisco, dove c’era il culto di Apollo Sorano.
Dalla fine del VII sec., inizi del VI a.C., si nota una sempre maggiore influenza della cultura etrusca su quella capenate, che culminerà con l’ammissione del territorio di Capena nella Confederazione dei popoli etruschi.
Nel IV sec. a.C. ebbe luogo la mitica e decennale guerra tra Veio, i Capenati e i Falisci alleati e Roma, per il controllo di questa zona del Tevere.
Queste lotte terminarono con la sconfitta degli alleati da parte di Roma nel 395 a.C. e con la caduta di Veio per mano di Furio Camillo.
Dopo la conquista romana, tutto il territorio fu ascritto alla Tribù Stellatina con la creazione di un Municipio Federato nel 387 a.C.

Del periodo repubblicano non si hanno molte notizie, certo è che Capena mantenne la sua importanza di "Municipio Federato", ricco e fiorente, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di manufatti del periodo ellenistico e la fama dei tesori del Lucus Feroniae, che attirò anche Annibale, il quale nel 211 a.C. saccheggiò il santuario.

Nel periodo imperiale, parte del territorio fu inglobato nel "Patdmonium Caesaris" e aumentarono i latifondi, come dimostrano le numerose Ville sorte nella zona, la più famosa delle quali è la Villa dei Volusii. Infatti, a causa dell’instabilità dell’autorità imperiale e dell’inflazione, che determinò l’abbandono delle città da parte dei nobili, questi si ritirarono nei propri latifondi. Ogni villa del tardo Impero cominciava così, ad avere l'aspetto di quello che doveva essere più tardi, il feudo Medioevate con il suo castello come nucleo centrale e il borgo fortificato, che era chiamato "Castrum".
Nell'era Cristiana, il territorio fu chiamato Collinense, per la natura del suolo, e il primitivo "Patrimonium Caesarìs" divenne un feudo della Chiesa di Roma e fu un baluardo contro l'invasion dei Longobardi e dei Franchi, del cui passaggi si hanno testimonianze storico-artistiche. Notizie di questa denominazione si hanno in una bolla di Leone IV dell'854 in cui c'è un elenco dei beni del Monastero di S. Martino che per lungo temp ospitò i Monaci Benedettini.
Un'altra citazione del territorio Collinense la si ha in un "Istrumentum Rogatum" del 962, sotto il papato di Giovanni XII, dove una certa Agata dona al Monastero di S. Martino, alcuni beni del territorio Collinense.



 
LUCUS FERONIAE
Le leggende che ci sono state tramandate menzionano, per la prima volta, Lucus Feroniae, sotto il quarto re di Roma Anco Marzio, più di 600 anni prima della nascita di Cristo. In questo centro sorsero i primi edifici sacri dove si riunivano le popolazioni circostanti. Il santuario divenne famosissimo e Capena ricca e fiorente, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di manufatti del periodo ellenistico. La fama dei suoi tesori attirarono persino Annibale che, nel 211 a. C. saccheggiò il Lucus Feroniae. Nell’epoca imperiale parte del territorio fu inglobato nel Patrimonium Caesaris come dimostrano le numerose ville sorte nella zona, la più famosa delle quali è la Villa dei Volusii. I resti oggi visibili sono, naturalmente, tutti di epoca romana imperiale: si riconoscono alcune statue equestri che facevano parte del Foro, la base di un grande candelabro e, nell’area del santuario e nella piazza del mercato, resti di altari, del teatro dove si svolgevano gli spettacoli sacri e alcuni elementi del tempio che, con la sua altezza di ben 12 metri, probabilmente ben visibile in tutta la Sabina, doveva costituire la maggiore attrattiva di tutto il territorio. Successivamente il nucleo abitativo, l’allora Castrum Lepronianum, fu ceduto ai Benedettini e, solo dopo la caduta dello Stato Pontificio, nel 1870, questo si staccò dalla giurisdizione dei monaci per diventare un comune indipendente acquisendo, più tardi, il nome di Capena.
Il santuario della dea Feronia, protettrice delle acque sorgive e di ogni fertilità, si trova al 18° chilometro della via Tiberina. L’esatta ubicazione fu individuata solo nel 1953, quando il principe Vittorio Massimo, proprietario del Castello di Scorano e dei terreni circostanti segnalò alla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale, l’affioramento, durante i lavori, d’importanti reperti archeologici.
 
LEPRIGNANO
Alcuni studiosi hanno appurato che la derivazione del nome LEPRIGNANO dal latino Lepronianum (prima ancora Apronianum), risale sicuramente al periodo antecedente al 1080 circa e che questo nome è stato in uso fino al 1933. Leprignano fu per molti secoli sotto il dominio dei monaci Benedettini di San Paolo.
Nel 1474 Leprignano contribuì insieme ad altri comuni al pagamento della tassa sulla pulizia delle sponde per quelle località che godevano della comodità del Tevere, l'importo duvuto fù di 10 Ducati.
 
la Villa dei Volusii
La Villa dei Volusii Saturnini, venuta alla luce durante i lavori per la costruzione dell'Autostrada del Sole Milano – Napoli, nell' anno 1962, si trova a pochissimi metri di distanza da Lucus Feroniae, ed è accessibile dall'area di servizio dell'Autostrada Feronia o dalla Tiberina, via che separa i due siti archeologici.
La villa che è risalente circa all'anno 50 A.C. È divisa in due parti di costruzione: la prima per la parte signorile e la seconda per la parte riservata alla servitù.

Tra i molti ritrovamenti che si sono effettuati nella Villa spiccano due pregevoli simil effigi di marmo raffiguranti Ercole e Euridipe, molti mosaici con annessi marmorei e resti di costruzioni.
 





 

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